Anfibio e stile: Rock vs Mountain

Quando l’anfibio parla il linguaggio dello stile

Anfibio: un modo di essere o una scelta di stile? Non esiste forse calzatura che meglio aderisce ad un’intima percezione di sé. E proprio per questo motivo non è una calzatura adatta a tutti. È necessario abbinarla con coerenza alla propria personalità.
Prima di affrontare questo discorso però, proviamo ad analizzare “scientificamente” le caratteristiche di questo stivale che tuttavia stivale non è.

La personalità dell’anfibio. Riconoscila dalle sue caratteristiche estetiche

L’anfibio ha un’allure decisamente ruvida e rigida, eppure nelle sue versioni attuali punta a garantire un comfort degno di una pantofola. La sua immagine tende a farlo percepire come il “bad boy” delle calzature, eppure colore scuro e forme aggressive sono stemperate dalla suola gommosa, che può richiamare la liquirizia più zuccherosa e inoffensiva.

L’allacciatura, specie nei modelli più alti sulla caviglia, metterebbe a dura prova la pazienza di un certosino, eppure l’anfibio è considerato calzatura d’azione e quindi ecco che spesso, in soccorso di chi rimpiange la mamma che gli allacciava le scarpine dei primi passi, troviamo una pratica zip che consente di tenere il nodo perfetto perennemente allacciato. Un po’ come la cravatta che chi non è pratico la tiene sempre annodata infilandosela veloce come un cappio ogni mattina, senza rischiare di perdersi in mille tentativi davanti allo specchio.

L’anfibio è poi, come dice il suo stesso nome, un tipo di calzatura che nasce con l’idea di poter “navigare” in ogni tipo di acque. Dal fango agli sconfinati oceani di sabbia del deserto, dalla neve alle infinite spiagge di Omaha e Utah durante lo sbarco in Normandia. Con un anfibio non esistono sfide impossibili e la sua suola indistruttibile ti proteggerà dagli acidi corrosivi se lavori in una fabbrica e da scariche elettriche se semplicemente sarai sorpreso da un temporale.

Due stili a confronto

Ma quali sono gli stili che maggiormente possono concorrere ad esaltare l’anfibio, o alle calzature che ad esso si ispirano?
Attualmente possiamo identificare due tendenze. Una sempre giovane, anche se ha una lunga storia. E l’altra più contemporanea, la cui immagine è tuttavia irresistibilmente vintage.
Parliamo dello stile “Rock”, primo trend, e dello stile “Mountain” che corrisponde alla seconda descrizione.

Rock o Mountain? A sinistra il look di Sid Vicious e a destra il grande scalatore Walter Bonatti

Quale preferire? Scoprilo con il nostro ritratto di stile incrociato.

La linea stilistica

“Rock”: la pelle della tomaia figura rigida e sottile. Non ci sono imbottiture e la suola in gomma può presentarsi con una scultura alternativa al classico carro armato. Oggi ad esempio un profilo a zig zag, come il tetto delle vecchie manifatture industriali, risulta di assoluta tendenza. Inoltre il tacco può non essere evidente e fare tutt’uno con la suola. Ma se vogliamo proprio tornare alle origini ecco che la chiave di lettura punk si rivela la più autorevole. Negli anni ’80 l’anfibio era imperativo e poteva essere declinato anche in tonalità tendenti al rosso.

“Mountain”: la pelle della tomaia risulta più materica e spessa. La stampa “chicco” ad esempio genera una texture che conferisce più volume e robustezza, nonché rusticità. Negli anfibi di stile Mountain il carro armato è di tipo tradizionale, con la classica scultura e il tacco sporgente, non allineato alla suola. Ciò che tuttavia distingue maggiormente lo stile Mountain è l’occhiello. Dalla punta fino alla caviglia sono infatti circolari, dalla caviglia in su sono aperti e i lacci vanno incrociati assicurando una giusta tensione. Nè troppo né troppo poco. Il laccio inoltre risulta più spesso e soffice. Sulla sommità della caviglia possono esserci imbottiture tattiche.

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Un profilo urbano e di tendenza per il “polacco Berlin”

Il comfort

“Rock”: non è la sua prima qualità. L’anfibio rocchettaro è spartano e spesso appare, più o meno a ragione, acquistato usato in un mercatino vintage, come se di battaglie”(o “pogate” nei concerti) ne avesse vissute già tante. L’idea che deve trasferire l’anfibio rock è che per renderlo confortevole sia stato necessario un lungo processo per domarlo, proprio come un cavallo selvaggio.

“Mountain”: il comfort gli è necessario come la neve allo sci. Deve sopportare lunghe ascensioni e soprattutto schermare la pianta del piede da ghiaioni e terreni eterogenei. E se il suo utilizzo è urbano ecco che le cime da conquistare potranno essere sostituite dalla verticalità di un grattacielo. Una vetta simbolica, ma sempre vertiginosa. Così è bene avere i piedi ben piantati per terra e poter contare su improvvise morbide sorprese, come il bordo caviglia imbottito.

L’ispirazione

“Rock”: è militare, ma c’è una componente dandy che è frutto di una contaminazione british, quando la Swinging London dettava lo stile giovane delle band emergenti, dagli anni ’60 in poi. Così la linea è più affusolata e gentile.

“Mountain”: è rustica, contadina, ma nobilitata dall’immagine dei grandi scalatori che hanno fatto la storia. Come Walter Bonatti, ancora oggi icona di stile.

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Allure mountain-style per il “polacco Aspen”

L’outfit

“Rock”: prevale l’abbinamento con un abbigliamento di colore nero, il “non colore” del cambiamento, che ben si lega alla stagione adolescenziale. Le borchie potranno fare capolino negli accessori, come borse o cinture e il jeans strappato o il chiodo completeranno l’opera. In chiave punk ci sono anche canotte e T-shirt tagliate. Nonché le immancabili spille da balia che, dopo aver forato le guance dei testimonial più estremi, oggi si possono accontentare di creare arabeschi sui revers di una giacca slim, naturalmente nera.

“Mountain”: fustagno o velluto a coste per i pantaloni, meglio se alla zuava. Calzettoni spessi a vista, camicie a scacchettoni modello boscaiolo canadese, cinture alte e grossi maglioni tricottati, preferibilmente con motivi nord europei. L’outfit in stile Mountain è bello quando è coerente e definisce la sua ispirazione vintage. Ma la sfida più grande può essere quella di riuscire ad abbinare un anfibio Mountain a un abito formale. Se i pantaloni sono con le pence e lievemente a vita bassa con il fondo stretto, il volume esagerato dell’anfibio conferirà un effetto a contrasto molto stiloso.

 

Hai quindi identificato il tuo stile? Rock o Mountain?
Se non ti riconosci in nessuno dei due niente paura! C’è sempre la più classica delle interpretazioni dell’anfibio: quella militare. In questo caso il gusto a cui ispirarsi dispone di codici inconfutabili. Ci sarà l’abbinamento con l’abbigliamento camouflage, oppure con le tinte kaki o nel classico verdone. Da evitare forse il nero. Perché è bello giocare con il fascino della divisa, ma la storia insegna che nei cannoni è meglio mettere dei fiori.

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