Trench-coat: quando indossarlo e come abbinarlo?

Trench-coat, una scelta di stagione? Forse, ma non solo. Sicuramente fa ancora troppo caldo per il cappotto ed è già troppo freddo per la sola giacca. È l’autunno, bellezza, ed è una delle stagioni più interessanti a livello di stile. Sì perché non c’è ancora la necessità dettata dal clima di coprirsi veramente e, viceversa, non si soffre più il caldo. Quindi è la massima libertà di scelta. A patto che la scelta sia appropriata per la stagione e, soprattutto, consenta di dare massimo risalto al proprio stile personale.

Così il nostro pensiero della settimana è dedicato ad un grande classico, il trench-coat. Sfoderato o con l’interno in lana, spesso scozzese per un tocco decisamente british, il trench nasce khaki o beige, ma oggi è declinato in tante varianti, per tutti i gusti e per una migliore opportunità di abbinamento.

Lo si può infatti trovare di colore più scuro e brunito, per meglio richiamare le tonalità autunnali, oppure color ghiaccio, per chi ha un gusto più fashion e ha bisogno di neutralità cromatica per un accostamento all’abito blu più agevole. C’è anche navy e, talvolta, ma è più raro, si trova nero. Per uno stile più country invece i colori saranno nella gamma dei verdi.

Insomma, la scelta è vasta e non ci sono quindi scuse per lasciare nell’armadio questo capo così adatto al tardo ottobre, quando la pioggia inizia a riproporsi nel day by day, spesso a sorpresa.

Ma anche se questo capo nasce come pratico antipioggia, ci sono tante varianti diverse anche in fatto di materiali. C’è il trench in pelle, in vinile o in pvc. Il trench imbottito e le versioni più leggere e sfoderate, simili allo spolverino. Si adatta quindi ad ogni clima e ad ogni contesto, urbano o casual-sportivo. Il trench-coat si abbina infatti all’abito, come al maglione. Dipende dai colori e dai materiali in cui è proposto.

 

Quando nasce il trench?

Il trench o trench-coat significa letteralmente “cappotto da trincea” e si evince così che la sua prima destinazione d’uso è stata di natura bellica, durante la prima guerra mondiale. A conferma che lo stile militare, spesso dettato da utilità pratiche, è il più longevo e può attraversare i secoli senza invecchiare.

Le caratteristiche del trench, immutate ancora oggi, sono: il taglio raglan delle spalle (ovvero diagonale, per una vestibilità versatile), l’allacciatura a doppiopetto e il sottogola da abbottonare per protezione dal freddo e citazione dalle divise settecentesche che usavano una placca di metallo per difendere la gola dai colpi di moschetto.

Infine, dettaglio tra i più riconoscibili, la cintura in vita e una lunghezza appena sotto il ginocchio. Il tessuto originale è il gabardine di cotone, una tela fitta che ha proprietà idrorepellenti ed è molto resistente. Difficile che un trench si strappi. A riprova che, anche se per fortuna le trincee non si frequentano più, l’uomo contemporaneo, per affrontare le sue piccole-grandi battaglie quotidiane ha bisogno di un capo affidabile e durevole.

Il trench-coat e le sue origini militari inglesi

Il trench e la fiction

Chi non ricorda la celebre scena finale di Casablanca con l’addio tra Humphrey Bogart e Ingrid Bergman? Il trench-coat è un capo decisamente di fascino che spesso conferisce un tocco di mistero a chi lo indossa. Anche nei fumetti. Da Dick Tracy in poi è la “divisa” per eccellenza dell’investigatore. O della spia. Il bavero rialzato, la cintura stretta in vita a nascondere forse un’arma, l’abbinamento imprescindibile a cappelli a tesa larga per nascondere nelle ombre della notte volti al limite della legalità. Il trench è perfetto per il genere noir.

Al punto da divenire, all’opposto, iconica macchietta nell’indimenticabile interpretazione di Peter Sellers ne La Pantera Rosa, dove l’ispettore Clouseau abbina al trench mille indimenticabili gag che rendono finalmente autoironico un capo che forse rischiava di prendersi troppo sul serio.

E se infine c’è la conferma del tenente Sheridan del celebre sceneggiato italiano anni ’60, ecco che un altro tenente, Colombo, rifiuta invece il cliché e ostinatamente indossa uno sgualcito e ricercatamente inelegante spolverino a conferma che l’abito non fa il monaco.

Carrellata di eroi della fiction. Da sinistra Humphrey Bogart in Casablanca, Dick Tracy, Peter Sellers in La Pantera Rosa, nei panni dell’ispettore Clouseau e il tenente Sheridan nel celebre sceneggiato italiano anni ’60, con Ubaldo Lay

Trench-coat, come abbinare un capospalla cult

Ora che abbiamo in mano tutti questi riferimenti eccellenti è chiaro che un po’ di timore in più, nell’abbinamento al trench-coat, è lecito averlo.

Così la nostra guida settimanale si concentra sulle opportunità di abbinamento con le scarpe, oltre che con l’abbigliamento.

Sono tre le scelte per noi possibili: con le rigorose francesine, con le derby, di gusto british, e infine, in una declinazione più invernale o più contemporanea, con il polacco o l’anfibio.

 

Trench & francesine uomo: missione eleganza

In questo caso l’outfit privilegia l’abito e quindi sarà opportuno valutare l’abbinamento ad un trench che abbia una tonalità fredda o neutra, visto che nella maggior parte dei casi il blu o i grigi sono padroni dei completi formali. La francesina in questo caso esalta la linea slanciata della figura e trova nella cintura del trench, stretta alla vita, l’ideale armonizzazione tra le forme.

Black Oxford

Una calzatura elegante, come la Francesina Liverpool nera, potrà conferire massimo slancio alla figura.

Trench & derby: il british style colpisce ancora

Il trench ha l’interno in lana scozzese? Il colore è il classico khaki? Non ci sono dubbi, la calzatura appropriata è la derby. Ancora più perfetta se è la versione con la suola in gomma, magari leggermente scolpita, antiscivolo. In questo caso sarà perfetto lo spezzato, ma mai a contrasto cromatico. Tutta la gamma dei colori dovrà essere calda e, al massimo, le derby potranno anche concedersi una declinazione bordeaux. Completa l’outfit un cappello che oggi tuttavia potrà scegliere una tesa meno larga e decisamente più sportiva.

Oxblood derby

La Derby Ravenna oxblood può dare quel tocco british che spesso aiuta a cogliere il lato informale dello stile.

Trench & polacco o anfibio: fashion e urbano

Oppure ancora trench & ankleboot, stivaletto, all’inglese. È questa la terza via che ci sentiamo di suggerire a chi vuole uscire dagli schemi e approcciare un grande classico come il trench con lo sguardo contemporaneo. E l’outfit sarà importante per sottolineare questa scelta. La giacca si abbina alla T-shirt e i jeans potranno stringersi alla caviglia per rendere ancora più esasperata la presenza di una scarpa voluminosa, che si fa notare. Attenzione però ai colori. Niente khaki e niente bruciati. Nero, navy o bianco sono le tonalità fredde da abbinare, così come l’ankle-boot sarà preferibilmente nero.

Black ankle boot

Il Polacco Berlin nero è l’ideale compagno d’avventura metropolitano… dove la trincea è la strada.

E le sneakers? Decisamente bocciate.

Vero che ormai si indossano con tutto e dappertutto, anche con lo smoking, ma l’alchimia con il trench proprio non si trova. Le sneakers sono troppo scanzonate. E sicuramente non si abbinano al trench per non far torto a Humphrey Bogart che, sempre in Casablanca, non avrebbe mai ceduto al compromesso di una moda passeggera: “Vi faccio notare che il revolver è puntato al cuore. È il posto meno sensibile che io ho.

Trench-coat Casablanca

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